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Gli umili nei Promessi sposi e nella letteratura russa del secondo Ottocento - Mazza Antonia

Codice articolo 789456953
€4,50
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Dispense n. 16

Anno: 1972

Pagine: 46

L’insegnamento di Italiano I a Pedagogia ha carattere istituzionale, e pertanto riguarda i fondamenti dell’italianistica: quest’anno, in particolare, i fondamenti dell’Estetica e della Critica letteraria (in più, la lettura integrale di un classico, il Decameron). Poiché d’altra parte, e soprattutto per chi non ha la possibilità di frequentare le lezioni, la preparazione di questo esame si riduce spesso al mandare a memoria una serie di nomi e qualche idea connessa con quelli, senza approfondire il discorso; viste, dunque, queste condizioni, la presente Appendice vuol essere un invito a una minor superficialità, un esempio di come si potrebbe, almeno in qualche settore, approfondire un tipo di preparazione manualistica. Capita spesso che, all’esame, uno studente sappia tutto sulla critica desanctisiana, poniamo, ma non abbia mai letto una riga del De Sanctis; o, peggio ancora, ti dica che cosa pensava il Croce della poesia di Dante, ma non ricordi più nulla di Dante stesso, né si sia preoccupato di rinfrescarne la conoscenza almeno di quel tanto che permetterebbe di aver chiari i termini della questione e di non studiare a memoria.

Non è il caso, qui, di indagare sull’origine di tale assurdo stato di cose, né di lanciarci nell’ormai scontata filippica sui difetti della scuola italiana. Torniamo al corso di quest’anno, o, meglio, all’ultima parte di esso, Correnti critiche post-crociane: di queste, si è pensato di ampliare quanto riguarda le origini della critica marxista in Italia; in particolare, di legare alla grande figura di Antonio Gramsci alcuni importanti problemi letterari.

Che poi il discorso, iniziato da Gramsci stesso, porti ad uscire dal campo della letteratura italiana, e a compiere una breve puntata, sia pure a livello non specialistico ma divulgativo, in quella russa del secondo Ottocento, si spera non sia motivo di scandalo per nessuno. La cultura, ovviamente, non va concepita a compartimenti stagni; né ‘divulgativo’ è epiteto di cui arrossire. Non deve infatti essere inteso come sinonimo di ‘dilettantesco’ o di ‘superficiale’, quanto piuttosto, si è detto, di ‘non specialistico’ (uno studio specialistico dovrebbe, anzitutto, essere condotto nella lingua originale). In questa sede le allusioni alla letteratura russa saranno fatte principalmente per commentare il pensiero e i giudizi di Gramsci; perché tuttavia anch’esse non abbiano carattere di superficialità, si è inclusa nel programma la lettura (o rilettura) integrale di qualcuno dei capolavori di tale letteratura (quelli, appunto, che meglio servono a commentare il discorso di Gramsci stesso). Non dispiaccia agli studenti questo contatto, insolito forse in sede di italianistica, con autori stranieri: autori che oltre a segnalarsi fra i più grandi di ogni tempo, hanno anche contribuito, con la propria eccezionale opera, alla libertà del popolo di ‘umili’ da loro descritto.

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