Goldman E. - EMMA GOLDMAN. Vivendo la mia vita. Vol. III. 1908-1917
il Narciso n. 4 III
Anno: 1985
Pagine: 240
Quarant'anni fa, mentre nel mondo dilagava l'orrore per quella che doveva rivelarsi la più grande carneficina della storia dell'umanità, una morte improvvisa poneva fine all'attività rivoluzionaria di Emma Goldman. Anarchica, femminista ante-litteram, indiscutibile protagonista del periodo più glorioso del movimento libertario e socialista tra la fine dell'800 e la prima metà del nostro secolo, "Emma la Rossa" (come la battezzarono sprezzantemente, ma con una punta di timoroso rispetto, i suoi nemici) fu una spina nel fianco non solo per l'establishment americano, che la perseguitò con ogni mezzo, ma anche per molti compagni del movimento. Le sue idee sull'amore, sul sesso e sul controllo delle nascite, sullo sfruttamento della donna e dell'uomo, sul militarismo, sulla violenza, sull'arte e sulla letteratura rispecchiavano una sensibilità profonda, una straordinaria maturità politica e sociale. Ma ciò che contribuì più di ogni altra cosa a fare di questa donna dall'aspetto mite, dagli occhi dolci e dal viso materno un vero e proprio "pericolo pubblico" non furono l'ardore, l'eloquenza e l'aggressività con cui proclamava il suo pensiero, bensì la coerenza e l'onestà con le quali lo poneva in pratica, il modo in cui "viveva la sua vita". Questo soprattutto, non le fu mai perdonato. Perciò, proporre oggi al lettori italiani la sua ormai mitica autobiografia non significa soltanto offrire un quadro vivo e prezioso della storia sociale di quegli anni attraverso una testimonianza umana e letteraria di grande valore, ma anche e soprattutto riconoscere l'influenza che ancora esercita sul movimento anarchico e libertario l'esempio di Emma Goldman, "uno spirito disposto a osare e a soffrire".

