Kalidasa - LA RONDA DELLE STAGIONI (Rtusamhara). Cura e traduzione dal sanscrito di F. Baldissera. Saggio introduttivo su Kalidasa e sulla poetica sanscrita di A. Schwarz
Arte e Saggezza dell'Oriente n. 2
Collana a cura di Arturo Schwarz
Pagine: 160
Anno: 1983
La ronda delle Stagioni, tradotta dal sanscrito da Fabrizia Baldissera e con un saggio introduttivo di Arturo Schwarz, è l'opera prima del maggiore poeta lirico e drammatico della letteratura sanscrita classica dell'India antica. La descrizione delle sei stagioni in cui è diviso l'anno indiano, sembra essere soltanto un pretesto per cantare la forza dell'amore. Il tempo, sia cronologico sia meteorologico, nulla può contro gli slanci degli amanti. Niente può dividerli, nè la lontananza, nè il caldo torrido, nè le piogge torrenziali, nè il freddo rigido: se gli amanti sono uniti, questi capricci del tempo non soltanto sono trascurabili ma sono anzi pretesto per nuove occasioni di amplessi amorosi. I quattro temi di questo poema vengono cos'ì ad essere inestricabilmente legati: la bellezza della donna e la bellezza della natura, l'analisi dei sentimenti, la sensualità dell'amore. Qui, come in nessun altro lavoro di Kalisada, è espressa con altrettanta poetica e convinzione la corrispondenza tra l'essere e la natura. Questa riaffermazione dell'unità del tutto si manifesta non solamente a livello dello sviluppo dell'argomento, per cui gli umori del tempo sembrano echeggiare quelli degli amanti e quelli degli amanti sembrano ispirati ai cambiamenti dello scenario della natura, ma anche a livello delle figure retoriche. Assimilando l'essere alla natura, metafore e paragoni conferiscono una dimensione cosmica ai sentimenti umani e una reazione umana ai corpi e agli eventi naturali. A tal punto che si potrebbe forse affermare che il Rtusamhara, più che una Ronda delle Stagioni, è una ronda dei sentimenti, o piuttosto, del sentimento erotico-amoroso (srnfara) e dei suoi rapporti con le stagioni che ne sono il riflesso temporale.

