Bergamaschi Aldo - Pedagogia e Vangelo
L'Uomo e l'Infinito n. 3
Anno: 1974
Pagine: 206
Il titolo dell'opera è rigorosamente intenzionale. Il vangelo può anche ispirare una pedagogia, ma è sommamente imprudente cercarvi le controprove dei nostri ideali pedagogici e delle nostre metodologie didattiche. Se la parola di Dio mette in discussione l'uomo in tutte le sue posizioni, comprese quelle pedagogiche non la si può liquidamente annoverare tra i mezzi educativi. Il Vangelo non accetta nè di essere pedagogizzato, nè aspirata a strumentalizzare la pedagogia. Il Vangelo è la messa in crisi della pedagogia. Quando si sia collocato a questo livello il rapporto pedagogia-Vangelo, occorre rivendicare urgentemente alla pedagogia lo spazio della sua autonomia in quanto "scienza". Autonomia della politica e dalle Ideologie. Autonomia dalla stessa filosofia anche se, da parte sua, la pedagogia non potrà non tenersi affettivamente e costantemente unità a una concezione del mondo.Autonomia dal Cristianesimo storico che si presenta come un modello non sempre liberante. Autonomia dalle tentazioni moderniste e anti moderniste che, per motivi opposti propongono l'assorbimento del sovrannaturale nel naturale attraverso l'uso libidinoso del pronome dimostrativo. Occorre, dunque, tentare una ridefinizione della pedagogia e concepirla non più come riflessione teoretica su di un evento (l'educazione); ma come un dover esser tutto da costruire. Su questo radicale colpo di spugna si inserisce la seconda parte dell'opera tutta impegnata a esplorare il "grafico del messaggio", vale a dire la proposta sconvolgente che il Logos fa all'uomo che voglia essere tutto se stesso

