Carchia Gianni - Dall'apparenza al mistero. La nascita del romanzo
Scienze Umane Nuova Serie
Anno: 1983
Pagine: 112
Nei sistemi filosofici dell'età alessandrina, la critica radicale della tradizione si spinge fino a liberare come unico orizzonte di una vita "illuminata" lo spazio dell'apparenza, il sole dove sia pensabile un'esistenza situata a parte dell'opposizione fra mito e logos, nel cui conflitto si esaurisce la sostanzialità etica del mondo classico. L'apparenza è quel segno del disincanto dove il coraggio di vivere in un mondo abbandonato dagli Dei si unisce ad un'ebbra passione della ragione. La Roma pre-imperiale, tutta nutrita della libera eredità pitagora, assiste in Lucrezio all'ultimo disperato tentativo per impedire che la ragione faccia dell'apparenza liberata un nuovo strumento di potere. Questo degradarsi dell'apparenza e mistificazione, il suo pervertirsi in simulazione consapevole ed inganno, è ciò che sperimenta tutta la vicenda di decadenza del mondo tardoantico. Di questa trasformazione della scettica e libera esperienza estetica dell'illuminismo alessandrino nella superstiziosa, credula illusorietà del mistero di salvezza, il romanzo greco è l'espressione artistica più immediata. Solo nell'ambigua luce delle vicende della sua nascita si chiarisce, in prospettiva , la rinnovata fortuna del romanzo nella cristiana modernità tardo-borghese, mondo della compiuta simulazione spettacolare.

