Pacinotti M. C. - UN CORPO PER IL MIO GUARDAROBA
i Campi Magnetici n. 25
Anno: 1986
Pagine: 98
Sembra che lo stile picaresco con le sue libertà, la sua semplicità di racconto, la sua visione del mondo malandrina e grottesca, sia vicina alla vita confusa ed episodica di molti giovani degli anni ottanta. Ad una narrazione circolare, fatta di nodi significativi, di intrecci complicati e psicologici, si preferisce un racconto orizzontale, fatto di episodi distaccati ed ironici. Tale è la scrittura di Maria Cristina Pacinotti e le avventure di Camilla: una sedicenne dalle espadrillas "che erano state rosse, ridotte ormai a due cenci scucii e senza suola", fa l'autostop sulla strada per Ancona, picchia l'uomo che vorrebbe abusare di lei, finisce a lavare i piatti in un ristorante a Rimini, da dove scappa per il sud, s'imbarca per l'isola di Filicudi, occupa una casa abbandonata, conosce degli hippies, si innamora di un mafioso, scappa alla polizia e, alla fine, si "vende il culo" per comprarsi il biglietto di ritorno. Maria Cristina Pacinotti è stata una mia allieva all'Università estiva di Santa Cristina. Sono contenta oggi di poterla presentare al pubblico come una giovane scrittrice dalla mano sicura e la testa fiorita.

