TORO. 21 aprile - 20 maggio
ZODIACO n. 2
Collana a cura di Giovanni Dettori
Anno: 1985
Pagine: 160
La pesantezza e il canto. La tavola e la gola. Il ruminare dell'anima e le grandi gelosie. Il lavoro protervo. Il "Vitello d'oro". Non c'è affatto bisogno di cercare questo prosperoso animale nella sua costellazione - Taurus- nè di invocare l'influsso di una qualche stella del suo gruppo, foss'anche Aldebaran: la brillante stella rosso-pallido di prima grandezza che si ritiene rappresenti l'occhio infuriato dell'animale celeste. Nel nostro emisfero, il Toro sta a significare da sempre l'apogeo della primavera, ormai soggiogata dal regno trionfante del calore e della luce. L'intera spinta d'energia del segno precedente - l'Ariete - si traduce ora in una materializzazione delle forze creatrici, nel concretizzarsi di una vegetazione fitta e tutta vigore. E' il pieno rendimento del "capitale-terra", nelle forme di un definitivo fissarsi dei valori concreti e d'una abbondanza di forme ... E' l'ebrezza della fecondità. La Terra! Si poteva pretendere immagine o simbolo migliore di quello del "bovide" visto in tutti i suoi aspetti: toro infuriato nelle arene, mucca da latte, bue grave e pesante, fatica paziente contro le resistenze più ostinate. Terra: massa, spessore, pesantezza, grossolanità, lentezza, stabilità, calma, forza, resistenza. E ancora Terra: cerchio coronato dalla mezzaluna, geroglifico della fecondità e della materia. Sostanza come concreto supporto di vita. Ancora una volta il simbolismo è più che eloquente allorché associa il Toro anche al culto del denaro: il Vitello d'Oro! Segno fisso, annuale apogeo del regno della Terra. Concretizzazione del Fuoco iniziale dell'Ariete nell'uovo che condensa le energie del mondo. Corpo che cristallizza e fissa come l'ovulo recettore. Canto di pienezza lunare che in Toro si esalta. Canzone venusiana secondo l'anagramma galileiano: " La Madre degli amori imita le fasi di Diana". Balzac e Brahms, Courbet e Delacroix, Freud e Giono, Hitler e Marx, Caterina dei Medici e Golda Meir...

