Rejsner M.- UN GIURISTA SOVIETICO E FREUD
SIC / Materiali per la psicoanalisi
Anno: 1979
Pagine: 142
Il nome di Michail Rejsner è legato a due grandi dibattiti nella Russia intorno alla Rivoluzione: quello che aveva di mira l'elaborazione di una teoria marxista del diritto e dello stato, e quello che si svolgeva nella nuova intelligenza russa in seguito alla massiccia introduzione in Russia, stimolata dallo stesso Freud, delle opere freudiane fin dai primi anni '10. Sfugge a Rejsner la questione, forse battuta involontaria: "Ci si chiede come l'uomo possa concedersi un lusso come l'inconscio". Questo libro è un documento non solo di quel dibattito ma anche di questa questione, che non riuscirà a sopravvivere. Oltre che documento, testo torico talora inventivo ma non sempre cospicuo, benché da parte di un autore di rilievo: probabile conseguenza della sua posizione di vaso di coccio fra vasi di ferro in un "dialogo" freudismo-marxismo che doveva manifestarsi sempre più come rapporto fra potentati: rivoluzione "vittoriosa", psicoanalisi... anche, cominternistiche ambedue. Soffocamento cui è sopravvissuta la sempiterna e arrugginita armatura freudo-marxista, abbastanza ferrosa da cortocircuitare le correnti freudiana e marxiana con il risultato di trasformare il campo di questo incontro nelle terra bruciata di una diplomazia stanca.

