Guerrieri A. M. - L'AVVERSARIO. Prefazione A. Ballabio - postfazione G. Novello
i Campi Magnetici n. 22
Anno: 1983
Pagine: 96
In tempi in cui il malessere, l'angoscia, contraddizioni interne ed esterne che rasentano la dissociazione della persona e delle strutture, sembrano esser diventati così frequenti e diffusi da annullare ogni delimitazione individuale per estendersi alle nazioni ed ai popoli, una storia come L'Avversario assume un valore particolarmente emblematico. La suspence che caratterizza lo sviluppo narrativo di queste pagine diventa, così, la tragica ed anche terrificante sospensione sull'abisso dell'uomo moderno, che forse debellerà l'avversario, o forse si sottometterà a lui, vinto e deluso, accettando la distruzione e l'umiliazione come dato ineluttabile del suo tempo e del suo destino. Alessandro Castel, il giovane filosofo protagonista di questa storia, un individuo nel quale una vitalità intensa e una forte disposizione al pensiero astratto convivono a livelli eccezionalmente conflittuali, sembrerebbe ad un certo punto concedersi definitivamente alla rinuncia, nel tentativo di sottrarsi alla distruzione totale. Ma alcuni segni presenti nel racconto rendono legittimo riconoscervi anche la nascita di una strategia nuova, caratterizzata dal temporeggiamento e dalla riflessione, sebbene sotto l'assunzione di una maschera. E questo avviene quando il protagonista, dopo un ulteriore, agghiacciante ripresentarsi dell'Avversario, decide di un ritiro nell'ombra protettiva di una clinica e nell'identificazione col ruolo di un malato, che non escludono tuttavia il suo ritorno alla realtà e alla luce. Anche i personaggi che si muovono intorno a lui, uomini e donne di differente condizione sociale e diverse esperienze, egualmente attratti dalle istanze di vita e di morte che emanano della sua persona, finiscono per condividerne le drammatiche alternative di lotta e di resa. Ma il tutto avviene in una dimensione di mistero che induce i personaggi stessi ad inoltrarvisi. Come il lettore stesso, forse...

